L’opera a cui mi sono ispirata

Il Provenzale raffigura Scipione Borghese nei panni di Orfeo nel mosaico datato 1618. Scipione, nipote di Papa Paolo V, per privilegio concessogli dal Pontefice, ottiene il diritto di inserire nel proprio stemma gli stessi emblemi di Papa Borghese: l’aquila coronata e il drago, posti dal Provenzale tra gli animali che circondano Orfeo sul Parnaso. Il drago rappresenta le forze cosmiche non ancora razionalmente dominate. E’ raffigurato con due sole zampe palmate e le ali da animale preistorico. Le sue fattezze ancora medioevali di creatura a metà tra gallo e serpente, sono quelle di un mostro dall’aspetto ferino che, secondo Plinio, aveva potere di uccidere con il solo sguardo o emettendo fiato.

Versione femminile

Marcello Provenzale Scipione Borghese nei panni di Orfeo

Andando le tante volte in Galleria Borghese a Roma sono stata attratta irresistibilmente dai tanti draghi dalle forme diverse scolpiti, dipinti, intagliati, fusi in metallo realizzati a decorare la villa e a rammentarne la proprietà della famiglia Borghese che se ne è blasonata. Irresistibile è stata anche la tentazione di realizzarne un gioiello. Lo ho immaginato enorme, bruno e potente uscire dal dipinto del Provenzale e venirmi incontro, come in un fantasy attualizzato nel parco della villa, tra la meraviglia dei pini marittimi nell’assordante frinire delle cicale, fiancheggiando le arancere stupefacenti. Il gioiello in cui ho compresso il fuoco del grande drago è realizzato in una fusione che lo riproduce nelle sembianze della mitica bestia ritratta da Matteo Provenzale nello Scipione Borghese nei panni di Orfeo conservato in museo. Realizzato con castoni che accolgono le pietre che gli illuminano le ali, sta per spiccare il volo, è bagnato nell’oro o nel rodio nella versione femminile con catena, nel rutenio nero per la versione maschile, attualizzata anche dal cinturino da collo in cuoio con l’allungo ed un moschettone impreziosito da pietra smoked topaz.

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Versione maschile

Marcello Provenzale Scipione Borghese nei panni di Orfeo

La mitica bestia dall’aspetto mostruoso con ampie ali membranose che nella cultura orientale paradossalmente simboleggia valori positivi ed il bene, ho trasportata in una fusione aggressiva con il drago che può ornare il collo dell’uomo costituendo simbolo di forza e carattere.
Azione e potenza condensate in un monile che nella mia visione orna il collo maschile dell’uomo che, come drago vigile che vive nelle trame del genere fantasy e custodisce i propri tesori, protegge col fuoco il proprio amore. Un sogno, un mito, una narrazione, un mosaico, un’opera d’arte, una famiglia potente, la città….. Roma.

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